Capitolo I — Personaggi
Ritratti storici del ramo britannico e mandurino · Sovrani del Regno delle Due Sicilie
Agata Conte
Originaria di Muro Lucano (Basilicata). Vedova di Felice Lopiccoli, orefice, sposò Diego Lacaita nel 1808. Dal primo matrimonio: Alessandro (1799), Emanuela F. (1803), Rosa (1806). Dal secondo: Grazia Addolorata Emilia (1808), Giuseppa Costanza Fortunata (1809), Maria Giuseppa Giacomina Domitilla (1812), Giacomo Filippo (1813).

Giacomo Filippo Lacaita (Sir James) – ritratto giovanile
Nato a Manduria il 4 ottobre 1813 da Diego Lacaita e Agata Conte. Avvocato e consigliere legale della Legazione Britannica a Napoli, fu amico intimo di William Ewart Gladstone, con cui nel 1851 visitò le carceri borboniche e ne denunciò le condizioni al mondo. Arrestato e poi rilasciato, si esiliò in Inghilterra. Naturalizzato inglese, sposò Maria Clavering Gibson-Carmichael. Insegnò letteratura italiana al King's College di Londra. Deputato al Parlamento italiano nel 1861, K.C.M.G. nel 1876, Senatore del Regno d'Italia dal 1894. Verso il 1880 acquistò la tenuta di Leucaspide (Taranto): 308 ettari cresciuti a 1380, con circa 20.000 olivi. Morì a Leucaspide il 4 luglio 1895.

James Lacaita – periodo londinese
Giacomo nel pieno della stagione londinese, dopo l'esilio del 1851. A Londra divenne figura di spicco della società vittoriana: dantista, bibliofilo, ospite di Tennyson a Farringford. Collaborò con Gladstone nella stesura delle lettere sulle carceri napoletane. Cfr. nota al n. 2.

Giacomo Lacaita – ritratto di Giovanni Stano (1891)
Ritratto eseguito nel 1891 dal pittore mandurino Giovanni Stano, quando Giacomo aveva circa 78 anni. Olio su tela, conservato nella Villa di Leucaspide. Stano lo coglie nell'ultima stagione: severo, pensieroso, con la barba bianca del patriarca. Cfr. nota al n. 2.

Mary Annabel Doyle – ritratto AI
Prima moglie di Charles Carmichael Lacaita. Madre di Sidney Gwendolen (n. 3 aprile 1886) e di Francis Charles Frank (n. 19 ottobre 1887). Citata in una lettera da Leucaspide come «Mary Annabel Doyle, moglie a Carlo Lacaita». Ritratto AI evocativo basato sulle fotografie di famiglia.

Mary Annabel Doyle – ritratto di profilo
Fotografia colorizzata e restaurata di Mary Annabel Doyle, prima moglie di Charles Carmichael Lacaita. Il profilo elegante, l'abito in velluto bordò con pizzo bianco e i fiori nei capelli la collocano nell'ambiente della buona borghesia britannica di fine Ottocento. Cfr. nota al n. 6.

Mary Annabel Doyle con i figli Frank e Sidney Gwendolen
Fotografia di famiglia del periodo edoardiano, colorizzata e restaurata. Mary Annabel con Sidney Gwendolen (a destra, con la paletta) e Francis Charles Frank (a sinistra, in divisa da marinaio con il secchiello). Cfr. note ai n. 6, 11, 14.

Il Senatore Giacomo Lacaita a 80 anni
Giacomo negli ultimi anni di vita a Leucaspide, malato di bronchite cronica. La tenuta ospitava una ricca biblioteca e accoglieva personalità della cultura europea. Nominato Senatore del Regno d'Italia nel 1894, un anno prima della morte. Cfr. nota al n. 2.

Frank Lacaita – disegno 1904
Ritratto a matita e acquerello firmato H.L.S., datato 1904 (Frank aveva 17 anni). Francis Charles Lacaita M.C. (19 ottobre 1887 – 14 aprile 1918), unico figlio maschio di Charles Carmichael e Mary Annabel Doyle. Captain Commanding 1st Machine Gun Squadron, 17th Lancers. Caduto in azione near Hamel on the Somme. Con la sua morte il ramo maschile britannico dei Lacaita si estinse. Il ritratto era conservato nella Villa di Leucaspide.

Frank Lacaita – in uniforme
Fotografia colorizzata e restaurata di Frank in uniforme militare di gala con decorazioni. «I have fought a good fight, I have finished my course, I have kept the faith» (lapide commemorativa). Cfr. nota al n. 11.

Sidney Gwendolen Lacaita – pastello
Delicato pastello di Sidney Gwendolen Lacaita, coniugata Windsor-Clive. L'opera ne coglie la grazia edoardiana con tecnica morbida e luminosa. Cfr. nota al n. 16.

Sidney Gwendolen Lacaita – ritratto AI
Ritratto AI evocativo di Sidney Gwendolen. Con la morte del fratello Frank (1918) fu l'unica a trasmettere la discendenza di Sir James alle generazioni successive attraverso i figli Windsor-Clive. Cfr. nota al n. 14.

Antoinette Tallon-Lacaita
Seconda moglie di Charles Carmichael Lacaita. Charles le trasmise Villa Rufolo a Ravello per la durata della sua vita. Villa Rufolo è oggi proprietà dell'Amministrazione Provinciale di Salerno.

Charles Carmichael Lacaita con il figlio Frank
Charles con il figlio Frank bambino. Frank fu l'unico figlio maschio; la sua morte sul Somme nel 1918 lasciò il ramo britannico senza eredi maschi diretti.

Charles Carmichael Lacaita
Figlio primogenito di Giacomo e Maria Clavering Gibson-Carmichael. Nato a Edimburgo; la madre morì quindici giorni dopo il parto. Deputato liberale alla Camera dei Comuni. Avvocato e botanico: «grande letterato, dantista di valore ed eccellente botanico». Scoprì l'Ophrys lacaitae (orchidea, descritta da Lojacono nel 1909) e il Cistus × lacaitae. Scrisse la biografia del padre nel 1933.

Palma Lacaita – fotografia
Alla prematura scomparsa della cognata Fortunata D'Ettorre, moglie del fratello Leonardo Emilio, fu Palma a prendere in mano le redini della famiglia, sorreggendo con fermezza e dedizione i sei nipoti (Pietro, Giuseppe, Aldo, Antonio, Raffaele e Carlo) e consentendo ai sei fratelli di proseguire serenamente con le loro vite. Figura silenziosa ma imprescindibile, il suo sacrificio permise alla famiglia Lacaita di crescere e affermarsi. Scomparsa il 14 luglio 1976, a lei va la gratitudine di tutte le generazioni che vennero dopo.

Don Pietro Lacaita
Figlio primogenito di Giuseppe Leonardo Lacaita e Gregoria Genchi; fratello di Palma e Leonardo Emilio. Sacerdote, fondatore del Movimento Cattolico Popolare a Manduria. Ricevuto in udienza da Papa Pio X (1 feb. 1904). Fondò «Messapia Cattolica» (1902), «La Giovane Puglia» (1904), «La Torretta» (1905), «Il Pensiero Cattolico e Sociale» (1906) e la Tipografia Fratelli Lacaita. Fondò un orfanotrofio a Manduria. Scrisse «Una visita a Leucaspide» su «La Torretta» (1919), ristampato da Charles Lacaita in Un Italo-Inglese.

Fortunata Lacaita nata D'Ettorre
Nata a Lizzano (TA) il 24 dicembre 1899. Morta a Manduria il 1° agosto 1947, a soli 47 anni. Sposò Leonardo Emilio Lacaita. Madre di 8 figli: 6 maschi e 2 femmine morte di difterite. Nonna paterna di Fausto Lacaita (n. 04/08/1950). «Sposa e Madre buona ed affettuosa, modello per la sua onestà ed operosità. Visse nel culto di Cristo».

Leonardo Emilio Lacaita
Nato il 17 giugno 1894, morto il 10 febbraio 1960. Figlio di Giuseppe Leonardo Lacaita (1853) e Gregoria Genchi; fratello di Palma e Don Pietro Lacaita. Sposò Fortunata D'Ettorre (1899–1947); ebbero 8 figli. Nonno paterno di Fausto Lacaita (n. 04/08/1950), che lo conobbe personalmente.

Andrea Leonardo Lacaita
Nato il 20 febbraio 1962, Andrea è Professore Ordinario di Elettronica al Politecnico di Milano dal 2000, dove dirige il Laboratorio di Micro e Nanoelettronica. Ricercatore CNR, poi visiting scientist presso AT&T Bell, IBM T.J. Watson e il Data Storage Institute di Singapore; pioniere dei dispositivi SPAD dal 1987. Fu lui, ancora adolescente, a intraprendere le prime ricerche genealogiche sulla famiglia — un seme che Leonardo Fausto Lacaita avrebbe poi raccolto, ordinato e digitalizzato, dando origine a questo stesso archivio.

Piero Lacaita
Editore, tra le figure di riferimento della cultura laica, liberale e meridionalista del Novecento. Nel 1947 fondò a Manduria la casa editrice che porta il suo nome, portando alla ribalta nazionale studi storici, filosofici e politici legati alla questione meridionale. Tra le opere pubblicate, la raccolta di poesie "Le vie della sete" di Carlo Francavilla vinse il Premio Viareggio nel 1977. Laureato in Giurisprudenza a Bari, fu influenzato dal pensiero di Benedetto Croce e dall'esempio di Giovanni Laterza e Tommaso Fiore. Insignito di Laurea honoris causa dall'Università di Lecce (1992) e del Premio Guido Dorso (2004).

Giuseppe Lacaita
Matematico e fisico, dedicò l'intera vita all'insegnamento. Fu docente di Matematica e Fisica e, successivamente, Preside del Liceo Scientifico "Galileo Galilei" di Manduria, dalla fondazione 1772 fino alla morte, dove operò per molti anni con competenza, rigore e profonda passione educativa. Sposò Annite Mammana, dalla cui unione nacquero due figli, Leonardo Silvio e Silvio Fortunato, appartenenti alla XV generazione della famiglia Lacaita.

Aldo Gregorio Lacaita
Docente di Scienze Naturali e Chimica, fu figura di rilievo della vita pubblica manduriana: fu prima Vicepresidente della Provincia di Taranto durante la presidenza del prof. Paolo Tarantino, e successivamente Sindaco di Manduria dal 12 ottobre 1974 al 17 giugno 1977. Il 18 febbraio 1950 sposò Elide Santacroce; ebbero due figli, Leonardo Fausto — curatore di questo archivio — e Giancarlo, appartenenti alla XV generazione della famiglia Lacaita.

Antonio Lacaita
Erede e prosecutore della tradizione della "Torretta", tipografo e raffinato cultore di antichità. Tenne per decenni la Tipografia Lacaita a Manduria, per poi trasferirsi a Varese, dove aprì uno showroom di antiquariato. Sposò Gina Caputo, da cui ebbe il figlio Vittoriano.

Raffaele Lacaita
Dottore commercialista, fu per l'intera vita professionista tra i più stimati di Manduria, punto di riferimento per imprese e cittadini. Il suo studio aveva sede nella storica tenuta di Maracciccappa, dove il Sacerdote Pietro Lacaita — fratello di Palma e di Leonardo Emilio — aveva fondato e diretto l'orfanotrofio che per molti anni accolse numerosi bambini in difficoltà, opera di carità che segna profondamente la memoria della famiglia in città.

Carlo Giacomo Lacaita
Storico del pensiero politico e delle istituzioni, professore universitario, tra i maggiori studiosi contemporanei di Carlo Cattaneo, di cui ha curato numerose edizioni critiche delle opere, occupandosi in particolare di federalismo, liberalismo e cultura politico-sociale dell'Ottocento. Tra i suoi lavori principali: "L'opera e l'eredità di Carlo Cattaneo" (1975) e "Carlo Cattaneo e il 'Politecnico'". È stato a lungo professore ordinario di Storia Contemporanea nell'Università di Milano, Facoltà di Scienze Politiche.

I sei fratelli Lacaita
I sei figli maschi di Leonardo Emilio Lacaita e Fortunata D'Ettorre, ritratti insieme in occasione del matrimonio di Leonardo Silvio Lacaita con Maria Cristina Tedesco (31 ottobre 1994). Fortunata morì giovanissima dopo aver messo al mondo otto figli; le due femmine, nate tra i sei maschi, morirono in tenera età di difterite. Da sinistra: Carlo (storico del Risorgimento, biografo di Carlo Cattaneo), Raffaele (commercialista), Antonio (tipografo a Manduria, poi antiquario a Varese), Aldo Gregorio (professore di Scienze Naturali, Sindaco di Manduria, Vicepresidente della Provincia di Taranto), Giuseppe (matematico, preside del Liceo Galileo Galilei di Manduria), Piero (editore).
Ferdinando I di Borbone – Re delle Due Sicilie (con Maria Carolina d'Austria)
Doppio ritratto circolare di Ferdinando I (1751–1825) e Maria Carolina d'Austria (1752–1814). Ferdinando I regnò come Ferdinando IV di Napoli e Ferdinando III di Sicilia, poi re unificato dal 1816. Maria Carolina, figlia di Maria Teresa d'Austria e sorella di Maria Antonietta, favorì l'alleanza con la Gran Bretagna. Loro nipote Ferdinando II fu il re che nel 1851 fece arrestare Giacomo Lacaita, determinando l'esilio e la svolta inglese della famiglia.
Francesco I di Borbone – Re delle Due Sicilie
Ritratto di Francesco I di Borbone (1777–1830) in uniforme militare con decorazioni. Figlio di Ferdinando I e Maria Carolina d'Austria, regnò dal 1825 al 1830. Padre di Ferdinando II. Durante il suo breve regno il clima politico napoletano restò segnato dalla repressione dei moti del 1820. Erano questi gli anni in cui Diego Lacaita operava come avvocato a Manduria.
Maria Isabella di Borbone-Spagna – moglie di Francesco I
Maria Isabella di Borbone-Spagna (1789–1848), seconda moglie di Francesco I, re delle Due Sicilie. Figlia di Carlo IV di Spagna, portò a corte il rigido cerimoniale ispano-borbonico. Madre di Ferdinando II. Il ritratto in abito bianco con diadema di perle, fascia azzurra e cammeo è tipico dell'iconografia ufficiale borbonica del primo Ottocento.
Ferdinando II di Borbone – Re delle Due Sicilie
Ferdinando II di Borbone (1810–1859), re delle Due Sicilie dal 1830. Detto «Re Bomba» per il bombardamento di Messina e Palermo nel 1848. Il suo regime fu denunciato da Gladstone nelle lettere del 1851, scritte dopo la visita alle carceri napoletane in compagnia di Giacomo Lacaita. L'episodio determinò l'arresto di Lacaita e il suo esilio in Inghilterra: pietra angolare della storia della famiglia.
Maria Teresa Isabella d'Asburgo – seconda moglie di Ferdinando II
Maria Teresa Isabella d'Asburgo-Teschen (1816–1867), arciduchessa d'Austria e seconda moglie di Ferdinando II. Ritratta in abito da sposa con diadema di diamanti, velo in pizzo e ricco gioiello sul corsetto. La sua influenza a corte rafforzò il carattere reazionario del regno. Madre di Francesco II, l'ultimo re delle Due Sicilie.
Francesco II di Borbone – Ultimo Re delle Due Sicilie
Francesco II di Borbone (1836–1894), ultimo re delle Due Sicilie, figlio di Ferdinando II. Regnò dal 1859 al 1861, anno in cui cadde sotto i colpi delle camicie rosse garibaldine. La resa di Gaeta (febbraio 1861) segnò la fine del regno borbonico. Giacomo Lacaita, già da anni in esilio a Londra, fu eletto deputato al primo Parlamento italiano proprio nell'anno della caduta di Francesco II.
Maria Sofia di Wittelsbach – moglie di Francesco II (1859)
Maria Sofia di Wittelsbach (1841–1925), duchessa in Baviera e regina delle Due Sicilie come moglie di Francesco II. Sorella dell'imperatrice Elisabetta d'Austria (Sissi). Divenne celebre per il coraggio mostrato durante l'assedio di Gaeta (1860–61). Il ritratto del 1859 la coglie nella freschezza dei diciotto anni, in abito bianco di seta.
Capitolo II — Luoghi
Manduria messapica · Villa Leucaspide · Tipografia Lacaita · Villa Ruffolo a Ravello
Le Mura Messapiche di Manduria
Mura messapiche di Manduria, tra le più imponenti testimonianze archeologiche della Puglia antica. Costruite in tre cinte concentriche tra il V e il III sec. a.C. I Messapi sconfissero gli Spartani nel 338 a.C., uccidendo il re Archidamo III. La famiglia Lacaita affonda le proprie radici in questa terra messapica, dove il cognome compare nelle fonti archivistiche dal XV secolo.
La Fonte Pliniana di Manduria
Sorgente d'acqua dolce racchiusa in una grotta calcarea con pozzo cilindrico centrale. Plinio il Vecchio la descrisse nella Naturalis Historia: «a Manduria lacus est quem haustu non minui nec haustu repleri tradunt». Era già sacra ai Messapi. Attorno al pozzo centrale si dispongono le iscrizioni messapiche graffite nella roccia, tra le più antiche testimonianze della lingua messapica.
Ingresso alla Fonte Pliniana – Lo Stemma di Manduria
Il portale d'ingresso alla Fonte Pliniana reca scolpito nel tufo il blasone della città di Manduria: uno scudo coronato con tre croci, circondato da un serto di alloro. Lo stemma presenta evidenti analogie con lo stemma araldico della famiglia Lacaita, patriziato locale documentato nel Librone Magno dal XV secolo.
La Grande Migrazione Albanese in Puglia
Dopo la morte di Giorgio Castriota Scanderbeg (1468), migliaia di famiglie albanesi fuggirono verso le coste di Puglia, Lucania e Calabria. Il capostipite Silvestro della Ela (~1460) porta un cognome — della Ela → della Gaida → della Caita → Lacaita — che richiama le origini albanesi. La gaida è la cornamusa albanese, strumento simbolo dell'identità arbëreshë.
La Tipografia Fratelli Lacaita – «La Torretta»
Sede della Tipografia Fratelli Lacaita in Manduria (all'epoca in provincia di Lecce, quindi ante 1923). Sulla facciata: «Fratelli Lacaita — Tipografia · Libreria · Fornitura di Agenzia Giornalistica e Rivista Giornaliere». Al piano superiore la Redazione della Gazzetta. Stampò «Messapia Cattolica», «La Giovane Puglia», «La Torretta» e «Il Pensiero Cattolico e Sociale».
«La Torretta» – Periodico Settimanale, Anno I n. 10
Prima pagina de «La Torretta — Periodico Settimanale — Politico · Amministrativo · Letterario», Anno I, n. 10, Manduria 19 dicembre 1910. Fondato da Don Pietro Lacaita nel 1905. Abbonamento L. 5 annue. L'articolo «Nostra Missione» cita esplicitamente «l'Onorevole Lecaita» come modello ispiratore. Direzione: Donato Martucci, capo ufficio postale di Manduria.
Villa Leucaspide – La Facciata
La facciata della Villa Leucaspide presso Taranto, la grande tenuta acquistata da Sir James Lacaita verso il 1880. La proprietà crebbe da 308 a 1380 ettari con circa 20.000 olivi. Palazzo tutto bianco di calce con loggiato ad archi su due livelli. Giacomo vi morì il 4 luglio 1895. Villa Leucaspide rimase nella famiglia Lacaita per decenni.
Villa Ruffolo – Veduta del Golfo di Salerno
Villa Ruffolo sorge a Ravello, sulla Costiera Amalfitana, a 365 metri sul mare. Costruita nel XIII secolo dalla ricca famiglia Rufolo, è uno dei monumenti medievali più celebri d'Italia. Fu acquistata nel 1851 da Francis Nevile Reid, gentiluomo scozzese, che la restaurò e ne ridisegnò i giardini in stile romantico vittoriano. Reid aveva sposato Sofia Carolina Gibson-Carmichael, parente stretta di Maria Clavering Gibson-Carmichael, moglie di Giacomo Filippo Lacaita: i due rami della famiglia erano dunque intrecciati. Questa veduta panoramica dal terrazzo mostra il Golfo di Salerno che Giacomo e i suoi ospiti contemplavano.
Villa Ruffolo – L'edificio principale
L'edificio principale di Villa Ruffolo, in stile arabo-normanno, con loggiato a bifore e torre medievale che domina il paesaggio. Alla morte di Francis Nevile Reid la villa passò alla vedova Sofia Carolina Gibson-Carmichael. Alla morte di lei, fu ereditata da Charles Carmichael Lacaita — figlio di Giacomo — che la lasciò poi in usufrutto per la durata della vita ad Antoinette Tallon, sua seconda moglie. Alla morte di Antoinette, la villa fu venduta. Oggi è proprietà della Provincia di Salerno e ospita il celebre Ravello Festival estivo.
Villa Ruffolo – La Torre di Klingsor
La torre medievale di Villa Ruffolo ispirò a Richard Wagner il giardino incantato di Klingsor nel Parsifal durante il suo soggiorno del maggio 1880. Wagner, ospite della villa ai tempi di Reid, scrisse nel registro degli ospiti: «Ho trovato il giardino incantato di Klingsor!» Giacomo Lacaita era legato a Wagner attraverso il comune amico Franz Liszt. La torre, costruita in pietra calcarea locale con rampicanti di edera, fu uno degli elementi che rese la villa celebre in tutta Europa.
Villa Ruffolo – I Giardini
I giardini pensili di Villa Ruffolo, con il portico normanno a bifore e la vegetazione mediterranea che scende verso il golfo. Furono ridisegnati da Francis Nevile Reid nel 1851 con piante esotiche e fiori mediterranei. Sotto la gestione Lacaita i giardini divennero luogo d'incontro per la cultura europea: vi soggiornarono tra gli altri Wagner, Liszt e l'Imperatrice Vittoria vedova di Federico III di Germania. Oggi i giardini ospitano il Ravello Festival, con concerti nel terrazzo affacciato sul golfo.
Villa Ruffolo – Veduta d'insieme
Veduta d'insieme di Villa Ruffolo con la torre, il corpo principale e la vegetazione. La villa rimase nella famiglia Lacaita-Gibson Carmichael per circa mezzo secolo. Charles Carmichael Lacaita, ereditata la villa, la gestì con cura mantenendola aperta agli ospiti illustri che frequentavano la Costiera Amalfitana. L'atto di lasciare la villa ad Antoinette Tallon in usufrutto vitalizio riflette la generosità e il senso di responsabilità verso le donne della famiglia che caratterizzava i Lacaita di questa generazione.
Villa Ruffolo – Dipinto della terrazza con vista sul golfo
Dipinto ad olio raffigurante la terrazza con colonnato e la vista sul Golfo di Salerno. L'opera testimonia la bellezza della villa nell'epoca d'oro sotto la famiglia Reid-Lacaita. Il colonnato, con le sue piante rampicanti e i fiori, era il cuore della vita sociale della villa: qui si tenevano i pranzi estivi, le conversazioni letterarie, i concerti privati. La luce dorata del golfo e il profumo della vegetazione mediterranea sono descritti con nostalgia nelle lettere di Charles Carmichael conservate nell'archivio familiare.
Villa Ruffolo – La torre (veduta esterna)
Veduta esterna della torre medievale di Villa Ruffolo immersa nel verde. La struttura risale al XIII secolo e appartenne originariamente ai Rufolo, la potente famiglia mercantile di Ravello citata da Boccaccio nel Decameron. Francis Nevile Reid la restaurò conservandone l'aspetto medievale. Sotto i Lacaita la torre fu più volte fotografata e dipinta da artisti ospiti della villa. Per la storia completa della villa e del suo legame con la famiglia Lacaita cfr. le schede n. 39–47.
Villa Ruffolo – Lapide Francis Nevile Reid e Sofia Carolina Gibson Carmichael
Lapide posta dal Municipio di Ravello il 30 marzo 1908 (XXX Marzo MCMVIII) in memoria di Francis Nevile Reid e Sofia Carolina Gibson Carmichael. L'iscrizione recita: «Da questa loro casa ospitale Francesco Nevile Reid e Sofia Carolina Gibson Carmichael, soccorrendo i poveri con l'esempio di loro vita nobilissima, educando i giovani al sentimento del dovere, i ricchi spronando al bene con munificenza, concorrendo ad utili opere pubbliche, mezzo secolo d'intorno beneficarono nei monumenti, rintracciando le bellezze dell'arte dal passato rievocarono nel mondo il nome glorioso dell'antica Ravello.» Sofia Carolina era cugina di Maria Clavering Gibson-Carmichael, moglie di Sir James Lacaita.
Villa Ruffolo – Lapide visita Imperatrice Vittoria (1889)
Lapide marmorea che ricorda la visita del 27 novembre 1889 di Sua Maestà Imperiale Vittoria, Imperatrice vedova di Federico III di Germania e Regina di Prussia, con le figlie Vittoria e Margherita, Principesse Imperiali e Reali. La visita di un'imperatrice tedesca — figlia della Regina Vittoria d'Inghilterra — testimonia il rango internazionale raggiunto da Villa Ruffolo sotto la gestione della famiglia Gibson Carmichael-Lacaita. Charles Carmichael Lacaita, che aveva ereditato la villa, era all'epoca tra i maggiori esponenti della società italo-britannica del Mezzogiorno.
Villa Leucaspide – Vista aerea attuale
Vista aerea attuale della tenuta di Leucaspide presso Taranto, acquistata da Sir James Lacaita verso il 1880. L'immagine mostra la grande masseria bianca con il loggiato ad archi su due livelli circondata dagli oliveti — i circa 20.000 olivi che Giacomo ampliò progressivamente da 308 a 1380 ettari. La tenuta è oggi divisa tra diversi proprietari.
Villa Leucaspide – Il portone d'ingresso
Il portone d'ingresso monumentale della Villa Leucaspide, con arco a tutto sesto e iscrizione latina sul timpano. Sir James Lacaita morì a Leucaspide il 4 luglio 1895. La villa ospitò una ricca biblioteca e accolse personalità della cultura e politica europea.
Villa Leucaspide – L'ala con la Biblioteca di Giacomo Lacaita
L'ala della Villa Leucaspide che ospitava la biblioteca personale di Giacomo Filippo Lacaita. Bibliofilo e dantista, Giacomo aveva raccolto nel corso della vita una collezione preziosa di volumi rari, manoscritti e edizioni antiche. La biblioteca fu tra i principali elementi che rendevano Leucaspide un centro culturale frequentato da intellettuali e politici dell'epoca.
Lapidi commemorative di Frank e Sidney Gwendolen Lacaita
Le due lapidi commemorative dedicate ai figli di Charles Carmichael e Mary Annabel Lacaita. La lapide superiore ricorda Francis Charles Lacaita M.C. (10 ott. 1887 – 14 apr. 1918), 17th Lancers, caduto near Hamel on the Somme con l'epigrafe: «I have fought a good fight, I have finished my course, I have kept the faith.» La lapide inferiore ricorda Sidney Gwendolen (3 apr. 1886 – 5 lug. 1935), moglie del Lieut. Col. George Windsor Clive C.M.G., M.P., sepolta a Bromfield nella Contea di Salop.
Iscrizione in onore di Giacomo Filippo Lacaita
Lapide marmorea in onore di Iacobus Lacaita, con iscrizione latina che lo celebra come «clarissimus vir» e ricorda i suoi meriti verso la patria. L'iscrizione cita tra i sottoscrittori: Carole a Lacaita (Charles Carmichael), Arthurus Evans (l'archeologo Arthur Evans), Pasquale Villari, Raphael de Cesari e altri illustri personalità della cultura italiana e britannica.