Figlio di Sir James (Giacomo Filippo) Lacaita e di Mary Clavering Gibson Carmichael, nacque a Edimburgo il 5 aprile 1853. Avvocato, parlamentare britannico e per oltre trent'anni botanico appassionato, fu uno dei più rigorosi field-botanist del suo tempo: erborizzò instancabilmente tra Campania, Puglia, Calabria, Lucania e Sicilia, oltre che in Spagna, Pirenei e perfino nell'Himalaya del Sikkim. Membro della Linnean Society di Londra dal 1882 e della Società Botanica Italiana dal 1902, pubblicò decine di note tassonomiche — tra cui la serie Piante italiane critiche o rare (1910–1927, 118 note) — descrivendo e dedicandosi specie tuttora portanti il suo nome.
«Non fu Botanico che circoscrive le sue ricerche alla Biblioteca e all'Erbario, ma, con spirito di
vero naturalista, era sul terreno che soprattutto voleva imparare a conoscere la pianta.»
— Renato Pampanini, Carlo Lacaita (1853–1933), Nuovo Giornale Botanico Italiano, vol. XL, 1933
Erede delle tenute pugliesi di Leucaspide (presso Taranto) e di quelle campane di Ravello — dove gli zii materni Francis Nevile Reid e Sophia Gibson-Carmichael avevano restaurato Villa Rufolo — vi soggiornò a lungo, erborizzando ripetutamente nei dintorni. Il figlio Francis Charles, capitano, cadde in guerra a Hamel-sur-Somme il 4 aprile 1918. Un incidente d'automobile nel 1931 ne aggravò le condizioni di salute; morì a Selham, presso Petworth (Sussex), il 17 luglio 1933. Lasciò il suo erbario al British Museum.
Le specie qui presentate portano l'epiteto lacaitae o sono state descritte direttamente da Charles Lacaita; alcune sono tipi nomenclaturali (i campioni originali su cui si basa la descrizione scientifica), oggi conservati negli erbari di Kew, Firenze e del Natural History Museum di Londra.
Fonti: R. Bamonte, Un gentleman tra i monti del sud: Charles Carmichael Lacaita, ActaPlantarum Notes 5, pp. 79–85 · C. C. Lacaita, Duriæi Iter Asturicum Botanicum, Journal of Botany, 1929 · Erbari digitalizzati: Royal Botanic Gardens Kew, Museo di Storia Naturale di Firenze (Erbario "F. Parlatore") · Fotografie: Wikimedia Commons (licenze CC, attribuzione ai singoli autori nelle didascalie).